And when it's stopped being random, that's when it started to go wrong

neemo

  1. Friday, June 13th 2008
  2. “L’aspetto che mi ha impressionato è la forza dirompente degli “acusmetri” (aspetto mirabilmente espresso nella vostra recensione) ossia quei personaggi “sonori” ambiguamente collocati nello schermo (ma in questo caso, come avete sottolineato, bisogna leggersi Chion). Ebbene il personaggio “Andreotti” è un acusmetro collocato dentro e fuori lo schermo (interprete, presentatore, ma anche mandante occulto legato da sempre al mio (nostro?) immaginario; ossia Andreotti è anche l’idea proiettata nella caverna, ciò di cui possiamo disporre); ma è pure (rientrando nell’immagine) aspetto esteriore dell’ “invisto” (anticipo la mia idea, che svilupperò nella recensione citando Derrida), in quanto la visione “impone anche un trasporto verso gli altri sensi”.“
    —luciano di cinemasema nei commenti all’analisi di Il Divo su cineroom
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